GROTTAMMARE – Giovedì 1 settembre, alle ore 18 (ingresso libero), presso il Teatro dell’Arancio, nel vecchio incasato di Grottammare, verrà presentato il nuovo libro di Alberto Silvestro dal titolo “I Palmaroli, artisti dell’800. Dal Piceno a Roma, in Italia, in Europa”. Si tratta di un interessante volume dedicato a quattro esponenti della famiglia Palmaroli che nel secolo XIX si sono dedicati alle belle arti. La ricerca, durata più di venti anni, è volta a fornire sicure e dettagliate notizie biografiche su personaggi dell’arte e dell’artigianato artistico del 1800, poco noti o addirittura sconosciuti, e a illustrare caratteristiche e momenti della vita culturale a Roma, nel Piceno e a Grottammare.

Buona parte del volume è dedicato a Pietro Palmaroli, sicuramente il più conosciuto dei quattro, uno dei più famosi restauratori dell’Ottocento, molto stimato in Italia e in Europa in vita, ma molto criticato nei decenni successivi alla sua morte. Solo in questi ultimi anni, grazie all’opera di alcuni studiosi tra cui lo stesso Alberto Silvestro, è stato oggetto di approfonditi studi che hanno stabilito l’importanza della sua opera nel contesto del restauro in Europa e hanno fatto luce sul catalogo dei suoi numerosi interventi su opere d’arte presenti soprattutto a Roma, Dresda, Baltimora, Madrid ed Amsterdam.

Il resto del libro è dedicato a Felice, figlio di Pietro e primo collaboratore del padre, a Gaetano (nato a Fermo ed emigrato in Spagna dove ha lasciato discrete tracce della sua attività) e a Vicente, nato in Spagna da Gaetano, che raggiunge presto fama di valente pittore e ottiene numerosi riconoscimenti pubblici.

Moderatrice dell’incontro sarà la professoressa di storia dell’arte Alessandra Ghidoli, dal 1992 al 2015 in servizio presso la Presidenza della Repubblica dove ha realizzato numerose iniziative tra cui la catalogazione scientifica della collezione di porcellane (circa 38.000 pezzi), pubblicata nel 1999 in un volume monografico.

Alberto Silvestro, nato a Roma nel 1935, ha frequentato il Liceo Classico ed il Corso Normale dell’Accademia Navale di Livorno (1953-57), laureandosi in Ingegneria navale e meccanica al Politecnico di Napoli nel 1960. Alla conoscenza della storia del Piceno, territorio dove ha trascorso gli anni della fanciullezza e dove fa ritorno appena possibile, dedica molto interesse da più di un trentennio. È membro di diversi studi culturali e collabora attivamente ai “Quaderni dell’Archivio Storico Arcivescovile di Fermo”. Ha pubblicato diversi libri sulla città che lo ospita, l’ultimo dei quali è “L’Unità d’Italia a Grottammare. Una donna, due donne. Sibilla Aleramo e Nada Peretti” (2014).

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