ASCOLI PICENO – Domenica 6 novembre 2016 dalle ore 18 si terrà presso la libreria Rinascita di Ascoli Piceno la presentazione del Libro “Sub Noctem” (edizioni Il Ciliegio). All’incontro sarà presente l’autore Bartolomeo Smaldone che parlerà del suo romanzo, in bilico tra sogno ed incubo, in cui i confini tra mondo dei vivi e aldilà sono labili e incerti. A moderare l’incontro sarà presente il giornalista Simone Gambacorta, responsabile della pagina culturale del quotidiano “La Città”. Ingresso libero.

BARTOLOMEO SMALDONE
Bartolomeo Smaldone, nato ad Altamura nel 1972, pubblica nel 2003 la sua prima raccolta di poesie, Del vento e del rovescio della medaglia. A questa segue Gente, nel 2009, e nel 2011 Atomi, per la casa editrice Gelsorosso, con la quale pubblicherà nel 2012 il suo primo romanzo, Se i tuoi occhi un giorno.

Nel 2011 scrive e dirige l’opera teatrale L’amato albero dedicata ai Martiri del 1799. Nello stesso anno scrive il soggetto e cura la regia del cortometraggio Il signor Lindo. Per la Di Felice Edizioni nel 2015 pubblica Poesia semplice e nel 2016 Sotto la panca. Filastrocche per tutti o quasi. A giugno di quest’anno è uscito il suo ultimo romanzo Sub Noctem per Il Ciliegio edizioni e da settembre è disponibile l’ultima raccolta di poesie La Contadina furba. Ovvero il sassolino ridotto in polvere che trovò dimora in una scarpa fuori moda, LietoColle editore.

Nel 2010 ha fondato il Movimento Culturale Spiragli, che da anni si batte per la restituzione all’Umanità di Cava Pontrelli, il sito paleontologico più importante d’Europa per numero di impronte di dinosauri rinvenute. Quest’anno la rassegna artistica “Al3Mura” e il Premio Letterario “Spiragli di Poesia”, promossi e organizzati dal Movimento Culturale Spiragli si sono svolti a Tarragona, città della Spagna, per manifestare e testimoniare al mondo intero che senza apertura non potrà mai esserci cultura. Il tema di quest’ultima rassegna è stato “Pier Paolo Pasolini”

“Ho scritto Sub noctem in un momento molto delicato della mia vita; l’ho scritto a matita-come sempre faccio-in un piccolissimo angolo della mia cucina, prevalentemente nelle ore tarde, perché mi era indispensabile attraversare il sogno in modo senziente. Procedendo nella sua stesura, mi apparivano immagini strane, qualcosa di molto simile al flusso irregolare di uno strano liquido che poteva vagamente rispondere al nome di inconscio, e che sempre più spesso si tramutava nella voce di un bambino che chiamava da un abisso lontano. È stato faticoso mettere un certo ordine, dare una sensatezza rigorosa a ciò che accadeva in modo impulsivo nella mia testa, e in tutta onestà spero di non esserci riuscito completamente, perché per amare la storia che ne è venuta fuori è necessario avere una certa predisposizione al disordine, indispensabile per poter ritenere ammissibile l’esistenza, ad esempio, di un ‘dio dei frigoriferi’. Oggi Sub noctem è nelle mie mani, e tutto questo ha il sapore di un atto maledettamente definitivo.”

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