L’esposizione ospita lavori provenienti dalla casa-museo intitolata all’artista fabrianese Guelfo Bianchini (1937-1997), nella sua città natale.

Guelfo viaggiò molto in Italia e in Europa, soggiornando a lungo a Parigi. Durante la sua vita conobbe e strinse amicizia con tutti i maggiori artisti del Novecento, che gli hanno dedicato ritratti. Fu così che oltre a essere uno dei maggiori rappresentanti del surrealismo italiano, divenne anche un grande collezionista.

Disse di lui Kokoschka: «Bello il talento di Guelfo: le sue immagini fantastiche mi rimarranno vive nella mente come il sole e la luna». E De Chirico: «È sempre eccezionale: chi potrà mai capire queste sue visioni, questi suoi folletti, questo suo mondo futuro e invisibile».

In mostra a San Benedetto opere realizzate con diverse tecniche grafiche, e divise in tre sezioni. Nella prima, i ritratti di Guelfo eseguiti dagli artisti e alcune opere inedite a lui dedicate da figure come Jean Arp, Corrado Cagli, Chagall, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Pericle Fazzini, Tonino Guerra, Oskar Kokoschka, Man Ray, Giacomo Manzù.

Nella seconda, opere di artisti scelti da Guelfo perché in sintonia con la sua poetica: Francis Bacon, Balthus, Georges Braque, Paul Cézanne, Raoul Dufy, Max Ernst, Francisco Goya, Vasilij Kandinskij, Toulouse-Lautrec, Léger, Magritte, Manet, Matisse, Mirò, Sante Monachesi, Picasso, Renoir, Mimmo Rotella, Alberto Savinio.

L’ultima sezione è dedicata alla proiezione video, per ricostruire gli interni abitati da Guelfo sia a Roma che a Fabriano, per restituire l’effetto di insieme della collezione e principalmente il senso di calda ospitalità espresso dall’artista nell’ordinarla intorno alla sua quotidiana ricerca delle ragioni dell’arte.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni gratuitamente dalle ore 18 alle 24.

 

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