Un Centro Storico decisamente anomalo che, con il suo impianto urbano pianeggiante, rappresenta la particolarità di questo unico Paese vallivo dell’area montana picena. L’ameno e comodo dedalo di viuzze, dunque, permette di vivere Mazzumaja passeggiando tra le rue, gli slarghi, le piazzette che mantengono inalterate le righe del tempo ed il fascino che vi si accumula. Il visitatore viene accolto da una caleidoscopica offerta che trova nelle Osterie enogastronomichea tema, ricavate nei fondaci delle antiche abitazioni paesane, il punto focale. Ecco allora le Cantine: De li Parenti de Roma (dedicata agli abbinamenti tra vino rosso ed affettati dei Sibillini), De li Pecurà (vini e formaggi Sabelli), De li Jutti (vino cotto e passiti abbinati ai dolci della tradizione), De l’Asculà (dedicata alla distilleria Meletti ed al Caffè), De li Mbiziusi (passerina e pecorino spumante con fritturine all’ascolana), De Monte Vasì (Birre artigianali e MarcheBurger Vallegaia), De le Cucciòle (piatti a base di Lumache allevate sui Sibillini), Hurry Hurry Le (Vini e Spume), De Lu Viandante (Bruschetteria e piatti a base di tartufo estivo). Sono invece addirittura due gli Stand gastronomici: il primo presso Piazza Luzi dedicato al Tordo Matto alla Comunanzese, ricetta tradizionale recuperata grazie ad un progetto di certificazione condotto dai ragazzi dell’organizzazione in sinergia con le Condotte Slow Food del territorio, accompagnato dai piatti della ruralità (fagioli e cotiche, pappò e ntrecciu). In Via Ghezzi saranno invece di scena Li Sfritti (crespelle, misto all’ascolana, coppa maritata) e L’antica Pulenteria (polente in salsa rurale).

(Letto 87 volte, 1 oggi)