In abbinamento easy dinner a cura dello staff de La Bussola.

COSTO DELLA SERATA: €15 Per un miglior sevizio è gradita la prenotazione ai seguenti numeri: 335/5223156, 0735/781186, 340/4719436

 

“Secondo il dire del Maestro Dario Fo la storia di una tigre è una storia cinese, una favola con una significativa morale che quando fu udita per la prima volta dal maestro stesso, in cinese, gli parve di riconoscere nella multiforme lingua orientale assonanze della sua terra d’origine, un lombardo e un veneto mescolati tra loro quasi a ricomporre una lingua franca cara ad un teatro senza tempo, quasi senza eredità. Da qui è nata la ricerca su un’altra lingua franca che ricordasse lo straordinario evolversi delle lingue dialettali del Centro e del Sud Italia e ridar vita alla storia della tigre con il pugliese, l’abruzzese, il calabrese, il siciliano, il sardo riabbracciati tra loro nelle somiglianze sonore, nelle cadenze regionali come un idioma esperanto che si ricomponga in un puzzle di antica magia e di antiche sonorità. Così come il soldato cinese col suo esercito vuole riunificare la Cina, così le lingue del suo mondo trovano accoglienza nella lingua della tigre che a sua volta parla le lingue del mondo”   VINCENZO DI BONAVENTURA Vincenzo Di Bonaventura nasce a Roseto degli Abruzzi il 21 luglio 1950. Nel 1974, trasferitosi a Venezia, inizia la sua formazione artistica frequentando seminari del maestro Franco De’ Maestri, (Teatro della Murata, Mestre) e, successivamente, la Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone con la partecipazione di Jacques Lecoq. Partecipa a numerosi stage di perfezionamento e specializzazione sul movimento (Fabio Bonso, Daniel Stein, Jerry Di Giacomo) e anche ad attività laboratori ali con Jerzy Grotowski. Lavora principalmente con la operativa Teatromodo di Venezia, con il Teatro Universitario Ca’ Foscari, con il Teatro Niovo di Venezia e, come insegnante e regista, allestisce numerosi spettacoli. Frequenta a Londra la Scuola Internazionale di Mimo e Clown di Philippe Gaulier, allestendo uno spettacolo che ha come soggetto il buffone medievale. Dal 1986 segue la formazione quinquennale in Italia di André Lapierre, psicomotricista relazionale (simbologia del movimento, l’adulto di fronte al bambino, contrasti e sfumature) e quella biennale di Victor Garcia, psicoterapeuta relazionale in attività a Madrid. Nel 1992, trasferitosi a S. Benedetto del Tronto, fonda il Teatrodue, all’interno del quale è autore e interprete di numerosi allestimenti sulla poesia e sul teatro in genere, in collaborazione con l’attrice Patrizia Sciarroni. Il lavoro, condotto fino al 2000, riguarda il teatro di prosa del Novecento e la poesia, come ricerca sul suono e sulla parola. Si specializza, nel 2001, come facilitatore della respirazione diaframmatica consapevole, seguendo la scuola della maestra americana Judith Kravitz e perfezionando le proprie conoscenze relative all’uso della voce apprese dai laboratori dell’Odin Teatret di Eugenio Barba. Nello stesso anno fonda il TEATRLABORATORIUM 27 AIKOT e la scuola di teatro Accademia Internazionale d’Arte Comica e Drammatica – Il mestiere dell’attore solista, con sedi staccate in più province della Regione Marche. La sede del TeatrLaboratorium 27 Aikot di via Fileni 27 propone 180 repliche dei propri spettacoli con una rassegna intitolata Arcobaleno Sotterraneo e ridefinita Per l’amor dei poeti, in omaggio a Dino Campana. Collabora annualmente con gli istituti scolastici cittadini realizzando progetti di studio e ricerca sul teatro classico e contemporaneo, unitamente a collaborazioni con l’Università La Sapienza di Roma. Attualmente, insieme al suo gruppo TeatrLaboratorium 27 Aikot, in collaborazione con la casa editrice Wizarts di Posto Sant’Elpidio (AP), sta lavorando alla messa in scena de Il Vicario di Rolf Hochhuth, dramma storico in 5 atti che ripropone i silenzi e i dilemmi di Papa Pio XII riguardo alla deportazione degli ebrei da parte dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.   DICONO DI LUI: “La distanza tra l’Inferno dantesco di Vincenzo e gli altri è quella che c’è tra uno sconosciuto ineguagliato campione kenyota degli altopiani e un pallido atleta famoso costruito in provetta dagli sponsor. Le faticatissime maratone di Vincenzo Di Bonaventura poi non si corrono nelle sfavillanti NewYork Londra Boston Praha, ma all’Aikot 27, il bellissimo glorioso e negletto teatrino auto-costruito del paese alto, condannato purtroppo ad un altro trasloco…” Piergiorgio Camaioni

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