Tra le più antiche e più conosciute fiere della regione

“Altro mercato particolare, è celebre in tutta la Provincia si celebra nel giorno del 25 novembre festa di Santa Caterina protettrice del luogo” (Giuseppe Colucci, Delle antichità Picene… dai torchi dell’Autore, in Fermo MDCCXCIIII).

Così il Colucci, nel 1974, ci ricorda l’antica fiera di Santa Caterina, esistente del XIV – XV secolo, quando a Comunanza era un Castello soggetto alla città di Ascoli.

Le fiere a Comunanza erano numerose nell’arco dell’anno, quella di Santa Caterina era la più grande e la più conosciuta. Cadeva lo stesso giorno della festa religiosa, ma la data non è stata sempre la stessa: se nei documenti anctichi la fiera viene ricordata il giorno 25, successivamente, nell ‘800 essa è spostata al giorno dopo, il 26, sicuramente per dare una certa priorità alla festa religiosa.

Da alcuni anni, la fiera si svolge l’ultima domenica di novembre.

Questa, era dall’antichità la fiera degli scambi, la più importante, quella prima dell’inverno; i contadini partivano di notte con il carro colmo di noci, castagne, polli, tacchini, per scambiarli con filati, stoffe per mantelli, cappelli, tinta per stoffe, canapa, ma anche pentolame in rame, coltelli, vasellame e attrezzi agricoli. Dalla montagna portavano il pane di castagna, le uova, per comprare il cordame, i basti e la soda per il sapone.

Giravano per le bancarelle disordinate, i primi zampognari dall’Abruzzo, ma anche frati, da Sarnano e Ascoli, in cerca di elemosine. Nel campo boario proprietari terrieri con panciotto e orologio da tasca, alla ricerca dei migliori tori, delle mucche più prolifiche, ma anche di famiglie con forti braccia maschili. Nei primi del ‘900 arrivano le prime giostre e zingare che leggevano la mano; arrivano anche i fotografi da Ascoli e San Benedetto e, persino da Bologna, con grandi macchine con cavaletto e improbabili sfondi di colline geometriche, e tramonti sul mare.

La fiera durvava poche ore, l’inverno incombeva, si doveva far presto. Tanta strada polverosa, o fangosa, per il ritorno.

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