Il restauro è stato effettuato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La necessità di procedere ad un nuovo intervento di restauro è dovuta alla fuoriuscita di composti salini di alterazione sulla superficie metallica. L’indagine ha dimostrato che l’alterazione è avvenuta per interazione tra la lega d’argento con l’acido formico presente nella cassa in legno che anticamente ospitava il manufatto.
Si è inoltre osservata la leggera sbollatura della doratura. Risultava infine compromessa l’adesione dello smalto al supporto in argento, anziché in oro, della parte corrispondente al prato nella scena del Compianto di Cristo. L’Opificio delle Pietre Dure ha provveduto a smontare le parti che costituiscono il Reliquiario, al consolidamento, alla pulitura e alla protezione delle parti metalliche (eccetto nelle zone smaltate).
Il Reliquiario, opera di sorprendente oreficeria parigina della fine del XIV secolo, è con molta probabilità riconoscibile in un cimelio appartenuto all’Oratorio della Cappellina di Carlo V de Valois, sovrano francese. Importanti collezionisti come Lionello d’Este duca di Ferrara e il Cardinale Pietro Barbo (1457) sono venuti in possesso di questa stupenda opera impreziosita di smalti en ronde bosse, perle, zaffiri e spinelli. Nello specifico il Cardinale di Venezia apportò delle sostanziali modifiche al Reliquiario inserendo una base polilobata, quattro stemmi e tre iscrizioni dedicatorie. Divenuto Pontefice con il nome di Papa Paolo II il manufatto confluì tra i tesori del Vaticano. Nel 1587 Papa Sisto V donò il Reliquiario alla città di Montalto. Nell’occasione capovolse due delle tre iscrizioni di Pietro Barbo e fece apporre la propria dedica alla “sua patria carissima”; modificò poi gli stemmi dell’antico possessore aggiungendovi i propri emblemi: la stella e tre monti. Quindi dotò il manufatto di 8 reliquie disposte in teche affiancate alla scena della Deposizione nel sepolcro.
Interverranno alla presentazione del Reliquiario restaurato Monsignor Carlo Bresciani, vescovo diocesano, Maria Rosaria Valazzi, soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche di Urbino, Benedetta Montevecchi, storica dell’arte, Clarice Innocenti e Paolo Belluzzo, Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Vista l’importanza dell’opera, il restauro è stato interamente finanziato e realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. I Musei Sistini, in collaborazione con l’Opificio, hanno provveduto a climatizzare la sala che ospita il cimelio e ad adeguarne la teca espositiva, con il contributo dell’azienda Hydrowatt.

Programma nel dettaglio:
“Oro, Zaffiri e Rubini – Il Reliquiario di Montalto dopo il restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze”
Location: Montalto delle Marche, Museo Sistino Vescovile, Piazza Sisto V
Periodo: Sabato 7 Giugno 2014
Orario: 15,00
Ingresso libero
Catalogo: Nardini Editore

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