La cena per la ricorrenza di San Martino inizierà alle 20.30 e sarà dedicata alla figura del Santo di Monteprandone virtualmente ispiratrice della “Cucina dello Spirito”.

Indagando nelle memorie della vita di questi due protagonisti, come anche nelle cronache di diverse comunità monastiche attraverso i secoli, si può scoprire come la festa di San Martino venisse onorata a tavola non solo con le ricche provviste offerte dal bosco in questo periodo, ma talvolta anche con risorse ittiche provenienti dal mare o più frequentemente dai laghi e dai fiumi.

I “temi” alimentari tipici di San Martino e di inizio novembre, dalle fave alla zucca per finire con le castagne, si incroceranno anche con altre produzioni caratteristiche, come l’arte casearia e la confezione e stagionatura dei formaggi.

Autentici riti di condivisione conviviale come la fonduta o la bagnacauda (salsa di aglio ed acciughe), quando ciascuno intinge la propria porzione in intingoli serviti in piatti comuni centrali, riferiranno così di esperienze antiche e tradizionali provenienti da territori differenti (per la prima volta non solo italiani, ma anche europei con citazioni svizzere e spagnole).

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