Berardo è il simbolo della generazione precaria, i trentenni di oggi condannati ad arrabattarsi quotidianamente per guadagnarsi il tozzo di pane. Sbeffeggiati, bistrattati, umiliati, saltano come canguri tra una giornata da promoter, una di volantinaggio e una serata da cameriere in un ristornate etnico.

Il contratto a tempo indeterminato è una utopia, quello a tempo determinato che duri almeno tre mesi è un sogno da notte della Befana, la realtà è il contratto ad ore e ci si deve pure ringraziare sopra.

Renato Pisciella racconta Berardo con ironia e comicità esilarante, consapevole che una risata, spesso, è arma potentissima.

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