Sessant’anni fa, giovanissimo, moriva un grande scrittore italiano, Vitaliano Brancati. Nel mondo, il secondo romanzo italiano più letto e amato, dopo Il Gattopardo, risulta essere Il Bell’Antonio. Un lucido e meraviglioso affresco dell’Italia fatto attraverso un meccanismo concentrico che, dal sistema nazione, dalla storia di un Paese in grande difficoltà durante il periodo fascista, fotografa una microstoria in Sicilia di una famiglia e del suo Bell’Antonio. Un personaggio pieno di fascino, quasi enigmatico, chiuso in un destino contrario alla propria natura. Una storia iperbolica in una Sicilia che viene raccontata con grande amore, lontana dagli stereotipi e dai facili ammiccamenti.

Antonio, bellissimo e privo di qualunque talento, viene visto come una sorta di divinità; le donne svengono al suo passaggio, gli uomini ne invidiano il fascino. Il padre decanta la virilità di questo figlio unico, la gente pensa che lui sia vicino a Mussolini e influente, Catania non parla altro che delle sue doti. Un fascismo locale macchiettistico e inadeguato. Una madre mite ma pronta a mordere per difendere il figlio. Uno zio filosofo. Un matrimonio non consumato porterà due famiglie di Catania al centro di una tragedia ridicola, invertita, vista con la grande ironia di una delle penne più importanti del ‘900.

Un progetto importante, uno spettacolo raffinato e coinvolgente, che vede il ritorno in teatro della grande coppia Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, due meravigliosi attori, che per anni hanno messo in scena insieme grandissimi allestimenti. Il figlio di Andrea Giordana, affiancherà il padre, all’interno di un progetto che dalla vita reale porta un padre e un figlio a interpretarne altri due personaggi letterari, un padre e un figlio, in palcoscenico.

Per informazioni: www.amatmarche.net.

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