MONTEPRANDONE – La pittura di Giulia Pedini esprime una poetica di horror vacui alimentata da personali riflessioni sul valore del processo artistico. Dal 29 marzo al 20 aprile Lo SpaziomOHOc di Nazareno Luciani ospita la mostra “Ordine nel disordine e Viceversa” È l’artista stessa a chiarire ciò quando, con proprie parole, afferma di essere “ossessionata dall’ idea di riempire uno spazio vuoto”. Un particolare che non può sfuggire, in proposito, è il chiaro riferimento alla visionarietà delle stravaganti orchestrazioni di Bosch, con i suoi esseri fantasiosi e grotteschi. Un richiamo riferito al principio di fantasia debordante, come testimonianza dell’operato artistico foriero di innumerevoli e sempre nuove realtà. Tradotto nell’epoca contemporanea tutto ciò propone una possibile strada per veder coincidere il valore umano del processo artistico, a quello tecnologico in cui l’intera società globalizzata si trova.

Torna protagonista la mano del pittore, ma talmente estremizzata nella tecnica da divenire metafora di spersonalizzazione esistenziale. L’attenzione al particolare e l’esattezza del tocco di pennello esprimono concetti che Pedini trae dagli insegnamenti di intellettuali come Paul Valery, quando parla di “Vertigine della mescolanza”, nonché dalla tradizione aristotelica del concetto di horror vacui: “Natura abhorret a vacuo”, perché la Natura si offre all’uomo e all’universo in esatta opposizione al vuoto.

L’artista riconosce in questo una precisa derivazione generazionale, che sembra in effetti la reale chiave di lettura della sua opera. L’ossessione del riempimento vive il parallelismo tutto contemporaneo con la cultura mediatica, e inevitabilmente va a coincidere con i presupposti della Società liquida, dove la comunicazione sublima ai massimi livelli il bisogno imprescindibile di rinnovamento costante.

Per maggiori info:

Nazareno Luciani – 3287180203

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