APPIGNANO DEL TRONTO – Il cinema della realtà non è mai stato così fervido e attivo nel territorio tra Ascoli e Fermo come in quest’ultimo periodo, ecco perché l’associazione “Frammenti” ha dato vita a una rassegna che metta in luce le narrazioni più interessanti del momento. Gli appuntamenti di Frammenti Doc sono tre. Tre documentari imperdibili che saranno proiettati tutti all’interno del nuovo Auditorium S.A.L.E (Spazio Aperto Libere Espressioni) con la presenza degli autori e a ingresso libero.

Si parte venerdi 12 giugno alle ore 21 con l’evento anteprima nel Piceno: la proiezione di “Calma e gesso – in viaggio con Mario Dondero” per la regia di Marco Cruciani e montaggio di Alice Zazzetta. Il documentario è un viaggio on the road in compagnia di una delle pietre miliari del fotogiornalismo internazionale: Mario Dondero. Il regista lo ha seguito per cinque anni in giro per reportage, mostre, incontri e viaggi sui luoghi natii e della gioventù partigiana e bohemien. Di lui parlano Ermanno Rea, Corrado Stajano, Vinicio Capossela, Uliano Lucas e tanti altri. Il racconto è una galleria del Novecento europeo imperdibile che va da Samuel Beckett a Pasolini.

Il secondo appuntamento è domenica 14 giugno alle 21,30 con “La piccola Russia” di Arianna Cameli. Prima produzione dell’associazione Frammenti, il documentario prende spunto dalle ricerche di Gianluca Vagnarelli sul rito dell’albero di maggio nel Piceno. Protagonista indiscussa della narrazione è la frazione di Montalto delle Marche, Porchia, che viene raccontata attraverso la vita dura dei mezzadri, le lotte contro i padroni, i conflitti con la Chiesa e una tradizione che ancora oggi resiste nonostante tutto.

Si chiude venerdi 19 giugno alle 21,00 con l’ultima perla della rassegna. Il lavoro di Paolo Marzoni e Angelo Ferracuti “La neve nera. Luigi Di Ruscio a Oslo, un italiano all’inferno”. Il film racconta un’inedita pagina dell’emigrazione marchigiana che riguarda uno dei più grandi poeti italiani Luigi Di Ruscio, di origini fermane che a Oslo lavorò per 40 anni in una fabbrica di chiodi. Attraverso il viaggio nei luoghi frequentati dallo scrittore fermano viene restituita la sua particolare esperienza letteraria durata oltre mezzo secolo.

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