Al Cinema Margherita di Cupra Marittima riprendono gli appuntamenti con i Martedì d’Essai, presentando il programma di Frammenti di Festival per i mesi di gennaio e febbraio
Ad aprire la rassegna, martedì 19 dicembre alle 21.15, sarà Bella e perduta di Pietro Marcello, con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano. Il film è un documentario che è stato presentato in anteprima nazionale al Festival di Torino2015 e ha partecipato al Festival di Locarno 2015

La rassegna prosegue il 26 e il 27 gennaio con Il labirinto del silenzio di Giulio Ricciarelli, presentato in collaborazione con il Comune di Cupra Marittima in occasione della Giornata della Memoria

Bella e perduta: Dalle viscere del Vesuvio, Pulcinella, servo sciocco, viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà di Tommaso, un semplice pastore: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi, delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. I due servi, uomo e animale, intraprendono un lungo viaggio in un’Italia bella e perduta, alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare.
(da www.trovacinema.it)

“Tommaso Cestrone era un pastore che si era messo in testa di salvare un gioiello di architettura settecentesca, la reggia di Carditello, nel casertano. Morto di infarto la notte di Natale del 2013, a 48 anni, non ha fatto in tempo a veder realizzato il suo sogno. Il regista Pietro Marcello lo aveva incontrato per raccontarne la storia e da quel materiale è partito per realizzare una fiaba moderna in cui, dopo la morte di Cestrone, Pulcinella deve condurre al sicuro uno dei suoi bufali, altrimenti destinato a morte certa. Per la via incontriamo pastori, bracconieri e tombaroli: tutti veri, tutti quasi trasfigurati in allegorie. All’origine c’è dunque un incontro, come era nei film precedenti del regista: il vecchio europeista che viveva sui treni di “Il passaggio della linea”, o la coppia di “La bocca del lupo”. Marcello non teme di dire le cose con tono di parabola. E non teme la musica, la sua lotta e simbiosi con le immagini, perché per lui l’Italia è anche una specie di melodia di fondo. Tra i modelli dichiarati di questo sguardo religiosamente cosmico c’è Anna Maria Ortese; ma la forza viene da un occhio sensibilissimo alla fisicità delle facce e dei luoghi, che con candore si fa erede di una lunga tradizione. Ed è quasi inevitabile sentire un riverbero leopardiano nella voce sporca, di indefinibile accento, che Elio Germano regala ai pensieri del bufalo Sarchiapone, attraverso i testi di Maurizio Braucci. “Bella e perduta” è un canto bellissimo sull’Italia, un’Italia che è anzitutto il Sud, un viaggio nel tempo alla ricerca dell’utopia. Un film disperato, ma anche edificante: sulla ferocia, la grazia, il paesaggio, i morti. Sulla bellezza, appunto, e sulla perdita. Ha la forza del grande poema civile, della fiaba, del cunto, libero dalla narrazione tradizionale (straordinari il montaggio di Sara Fgaier e il lavoro sul sonoro). E si nutre di un amore fisico per il cinema, né cinico né narcisista, intriso di malinconia: il film è girato quasi tutto in pellicola, spesso vecchi stock scaduti. Pietro Marcello osa e, con la sua accorta naiveté, si inventa una maniera nuova di parlare del presente, quella dei grandi anarchici e dei savi folli, sprofondato nelle cose del mondo, che allo stesso tempo sono come viste dalla Luna. A suo modo, con un altro grande come Franco Maresco, Pietro Marcello è il regista più poeta e più politico che abbiamo. Di film così, e non solo in Italia, oggi davvero non ce ne sono tanti.”
(Emiliano Morreale – L’espresso)

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