Continua con successo la XXI stagione dell’Associazione Culturale Blow Up di Grottammare, intitolata Blow Up vol. XXI. Siamo nel pieno della sezione dedicata al rapporto tra padri e figli e giovedì sera 10 marzo, alle 21.15, al Teatro dell’Arancio del Vecchio Incasato di Grottammare, è previsto lo spettacolo teatrale liberamente tratto da Shakespeare, Sofocle e Pirandello, dal titolo “L’Amleto ovvero il tumulo dei Padri – Scorticando tra Shakespeare, Sofocle e Pirandello” di e con Vincenzo Di Bonaventura. Sebbene venga ucciso un padre, i padri putativi interiori del figlio non abdicano di certo, ma, risoluti, insorgono imperiosamente senza cedere a nessun tipo di lusinga che sia dettata dalla vita o dalla filosofia. In Amleto il padre va vendicato, ma la vendetta stessa niente affatto appagante, è già di per sé morale paterna, proprio perché invita all’azione e non al procedere riflessivo di misfatti da compiere.

Come da una contaminatio virale, la paternità in quanto virus, conclama e acclara anche altri personaggi, a loro volta così avidi di ruolo e di morale da non sottrarsi mai al continuo conflitto, loro malgrado, emerso sulle loro morali insistite di paternità mancate. Amleto non fa il pazzo per essere giusto ma è il giusto che fa diventar pazzi e, guarda caso, nella follia tocca a tratti la morale paterna assentata.In Edipo, un padre ucciso da ragioni concausali, permette lo stesso tipo di indagini, in quanto l’ostinazione, si fa folle oltre misura e la verità occultata è tanto rappacificante quanto dolorosa.

Straordinario è che la verità, spudoratamente dichiarata da Tiresia, un padre, è non creduta, cioè folle e come tale non suffragata da prove sufficienti, genera pazzia, la quale spinge oltre il lecito, come un senso di giustizia donchisciottesco, e per tanto devasta come un micidiale racconto di un soldato tornato dalla guerra. L’ira è del padre quanto del figlio, la verità è comunque nel padre e nel figlio, la negazione sulla vita sta nel non essere capaci di dirla, di perseguirla, di volerla, di poterla. Questo spettacolo è un viaggio brutamente intriso di infedeltà, di non detto, di non comparato, di non ascoltato e, proprio come dice il padre in “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, ci vuole più coraggio a dirle che a farle certe cose, e per questo lui si recava da Madama Pace, cioè nel deserto dell’incoscienza, dell’assenza, e del peccato.

Spettacolo senza redenzione, e nella riflessione di un buon lettore, quando affronta intensamente un testo che caratterizza il delitto nella vicenda umana, al di là di ogni cosa, alla fine di tutto, per dirla con Amleto, tutto il resto è silenzio. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire anche perché tutti gli appuntamenti della stagione sono gratuiti una volta effettuata l’iscrizione all’Associazione Culturale Blow Up al costo di soli 10 euro.

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