SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo le scorribande epiche di Giandante X e l’incontro commovente con le opere e la vita del pittore Flavio Costantini, Milieu edizioni chiude la trilogia di Roberto Farina sugli artisti italiani con la versione aggiornata de I dolori del giovane Paz, biografia cult su Andrea Pazienza, geniale fumettista nato a San Benedetto del Tronto tra i più conosciuti e amati, che ha saputo raccontare lo smarrimento della generazione perduta del ‘77.

Viene riproposto in versione arricchita il libro che dieci anni fa fece tendenza, divenendo il primo di una lunga serie sul grande fumettista. Un libro che ha ispirato mostre e documentari, venti protagonisti di un’epoca di irripetibile creatività che ripercorrono la vita di Paz, i suoi rapporti con gli editori e i colleghi, gli amici, le donne, la politica, la droga. Jacopo Fo, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Daniele Luttazzi, Gianni Canova, Bifo, Sergio Staino, Vincino, Marina Comandini, Roberto Freak Antoni, Filippo Scozzari, Vincenzo Sparagna, Roberto Perini, José Munoz, Emi Fontana, Marcello Jori, Luigi Damiani, Sandro Matarazzo, Antonio Veneziani, Benka Makrobio: tutti raccontano lo stesso uomo in modo diverso. Episodi biografici, pareri critici, sfoghi, rancori, struggimenti e tanto amore: un puzzle di testimonianze e ricordi che ci aiutano ad avvicinarci ad Andrea Pazienza. Frammenti, schegge che vanno dritti al cuore dell’unica grande confessione dell’artista: la sua opera. Personaggi che raccontano una verità di parte, la loro, scomoda ma terribilmente necessaria in questi anni di rimozione.

A 60 anni dalla nascita del genio del fumetto italiano venti protagonisti di un’epoca di irripetibile creatività ripercorrono la vita Paz nuova edizione arricchita di un libro che ha ispirato mostre e documentari dal 19 maggio in libreria.

La nuova edizione aggiornata, è arricchita da nuovi incontri e memorie: tra gli altri Bifo, Renato De Maria, David Riondino, Maurizio Torrealta.

“Pazienza è al pari di Liberatore un continuatore della grande tradizione pittorica europea. Dietro di lui c’è il nostro Rinascimento, ma anche la Pop Art e la Disney. Non se li studiava: era un confusionario che impastava tutto e lo rovesciava sulla carta, con l’occhio del narratore”. Sergio Staino

“Frigidaire era così, avevi sempre paura di girare pagina, non sapevi mai cosa c’era dietro”. Daniele Luttazzi.

“La vostra generazione sente Paz come un contemporaneo, credo, per la sua disperazione. Paz è agli antipodi della coglionaggine ottimistica che c’è in giro e di cui i media sono pieni, con tutta quella gente che fa finta di essere allegra per qualcosa che non merita neanche un secondo di attenzione. Credo sia qui l’attualità di Andrea. Non dobbiamo guardare al contenuto politico della sua opera, ma al senso di perdita irrimediabile che la permea”. Bifo

“Discutevamo per ore utilizzando il nostro linguaggio di strada, sul quale però si innestavano le parole colte derivate dalle nostre passioni culturali. Andrea operò una magnifica sintesi di questo fenomeno di cultura alta e cultura bassa e io credo che stia in questa sintesi il segreto della sua forza e freschezza”. Renato De Maria

“Nella sua opera vedo il parto di un incontro-scontro con la vita. Se sapesse di questa mercificazione della sua immagine, se la riderebbe… Letteratura, pittura, cinema e rock: tutto cortocircuitava nel suo fumetto, preché prendeva dove aveva bisogno, senza stabilire gerarchie fra i generi”. Gianni Canova

“Nelle storie di Pazienza c’è il divertimento di mettere in scacco la provincia: quegli eroi sono molto più grandi del piccolo mondo in cui si muovono”. David Riondino

“Il Male, Cannibale, poco Alter e tutto Frigidaire. Questo è il Pazienza che mi piace, tutto il resto sono stronzate”. Filippo Scòzzari

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