CUPRA MARITTIMA – Al Cinema Margherita di Cupra Marittima si concludono gli appuntamenti del Frammenti di Festival con una serata dedicata al Cinema Ritrovato.

Venerdì 20 maggio alle 21.30 ci sarà un omaggio a Robert Bresson con la proiezione di Au hasard Balthazar. Sarà ospite Filippo La Porta che curerà l’introduzione al film e parlerà del cinema del noto regista.

La rassegna è organizzata dal Centro Culturale “J. Maritain” di Cupra Marittima, in collaborazione con CGS-ACEC “Sentieri di Cinema”, Comune di Cupra Marittima e Regione Marche.

Il film, con Anne Wiazemsky, Walter Green, François Lafarge e Jean-Claude Guilbert, ha vinto il Premio Ciudad de Valladolid al Valladolid International Film Festival 1967.

Filippo La Porta (Roma, 3 settembre 1952) è un saggista, giornalista e critico letterario tra i più importanti in Italia. Collabora con testate giornalistiche, fra le quali il Corriere della sera, Il Riformista, Il Messaggero, XL, Left e Il sole 24ore.

CINEMA RITROVATO. Classici del cinema che ritrovano il grande schermo, l’incontro vivo con il pubblico di una sala cinematografica. Capolavori di ogni tempo (e senza tempo) che tornano ad essere prime visioni: perché è solo la visione condivisa davanti a un grande schermo che può recuperare, di questi film, l’autentica bellezza visiva, l’emozione dirompente, e tutto il divertimento, il piacere, il brivido.

A partire da settembre 2013, la Cineteca di Bologna ha promosso la distribuzione di una serie di grandi film del passato nelle sale dell’intero territorio nazionale. Una scommessa in nome del cinema che amiamo, che restauriamo, che ci impegniamo a proporre al pubblico nelle condizioni migliori; e un gesto attivo di tutela nei confronti della sala cinematografica, in anni nei quali in Italia la vita delle sale (quelle che resistono) sta diventando una sempre più problematica sopravvivenza. Partiamo dalla considerazione semplice che questi film sono stati concepiti e realizzati per la visione in una sala: è questa la loro sede naturale, ed è inevitabile che il loro passaggio attraverso altri formati e canali rappresenti un’esperienza impoverita. (ilcinemaritrovato.it)

AU HASARD BALTHAZAR. Vita, patimenti e morte dell’asino Balthazar, vittima della malvagità umana nella campagna francese, in parallelo con l’esistenza, altrettanto infelice, di Maria, la sua prima padroncina. Una delle vette del cinema, e della visione pessimistica del mondo e dell’umanità, di Bresson che ha come punti di riferimento letterario Bernanos e Dostoevskij: è un mondo senza la Grazia osservato dall’occhio obiettivo di un asino; una riflessione cristiana (giansenista?) sull’esistenza del male; un viaggio sconvolgente attraverso i vizi umani narrato con un linguaggio spoglio e una concretezza che lascia parlare la realtà (le sue immagini) senza emettere giudizi. Lo scrittore Klossowski v’interpreta il mercante di grano. Esordio di A. Wiazemsky, futura interprete di Godard. (www.trovacinema.it)

L’asino, animale spesso citato nella Bibbia, diviene per il cattolico Bresson lo sguardo che ci accompagna nella sua visione del mondo in cui la Grazia non ha spazio alcuno.

Per il regista francese il nostro viaggio in questo vita può solo godere dell’illusione della serenità (i soli momenti veramente tali per Balthazar sono all’inizio e alla fine). Per tutto il rimanente del tempo potremo solo sperare in qualche brevissima pausa (le carezze e i fiori di Marie) tra una sofferenza e l’altra.

Se l’asino viene maltrattato dal perfido Gérard, la vita di quella che un tempo era la bambina che si occupava di lui non segue un percorso più facile.

La differenza tra i due potrebbe essere individuata nella possibilità di scegliere da parte dell’essere umano che è invece negata all’animale sottoposto al volere dei padroni. Ma anche qui Bresson manifesta un pessimismo che unisce il piano psicologico personale all’influenza di una società che fa del denaro il proprio vero idolo (in seguito girerà L’argent).

Marie ha un padre che si irrigidisce nella difesa della propria onestà rifiutando qualsiasi possibilità di dialogo con la controparte. La figlia sentirà il peso di questa scelta e dibattuta tra un amore possibile e tranquillo e l’attrazione irrazionale nei confronti di Gérard, si piegherà al volere di quest’ultimo così come l’asino al bastone e ai calci dei suoi aguzzini.

“Balthazar è l’asino di Dio che toglie i peccati dal mondo. Ma li toglie veramente? Questa è la domanda cruciale che (si) pone Bresson. – osserva Lucilio Santoni – Così come il principe Myškin (l’idiota) di Dostoevskij, colui che è completamente buono e semplice, vede il disastro intorno a sé, senza poter in alcun modo intervenire, allo stesso modo la mitezza estrema di Balthazar non lo salva dalle vessazioni alle quali tutti lo condannano e, soprattutto, non rende migliori i suoi aguzzini. Questi ultimi non possiedono nessuna sacralità della vita, del lavoro e dei sentimenti. Sono egoisti e cinici, irrimediabilmente, votati solo al dio denaro. Non a caso, il film successivo di Bresson sarà “L’argent”, il denaro. Non sono affatto capaci di entrare in empatia con quell’essere vivente che esprime, allo stesso tempo, erotismo e spiritualità. Con quest’opera magistrale, egli mostra di essere un cristiano vero, roso dal dubbio e proprio in quanto tale capace di poesia altissima”.

“Credo soltanto nell’amore – affermava Bresson – L’amore aiuta a comprendere”.

Tuttavia su questa nostra Terra – osserva Giancarlo Zappoli di mymovies.it – “l’amore, per il regista, può essere solo intravisto. Nulla di più”.

Ingresso unico 5 euro.

 

Info e contatti: Centro J. Maritain
Via Cavour, 23 – 63012 Cupra Marittima (AP)
Telefono: 0735778983 FAX: 0735777187
www.cinemamargherita.com
info@cinemamargherita.com

(Letto 193 volte, 1 oggi)