Ultimo incontro del ciclo “Letture d’Amare“, articolate in cinque incontri organizzati allo chalet Brasil di San Benedetto, concessione numero 39. Mercoledì 10 agosto la rassegna sarà conclusa da Filippo La Porta che presenterà il suo recente saggio “Indaffarati” (pagine 120, edizioni Bompiani). Introdurrà Lucilio Santoni. Inizio ore 21,30.
Filippo La Porta è uno dei principali critici letterari italiani. Collabora con diversi quotidiani e riviste,tra cui il “Domenicale” del “Sole24ore”,“Il Messaggero”, l’“Espresso”. Tra i suoi libri ricordiamo “La nuova narrativa italiana” (Bollati Boringhieri, 1995), “Non c’è problema. Divagazioni morali su modi di dire e frasi fatte” (Feltrinelli, 1997), “Maestri irregolari. Una lezione per il nostro presente” (Bollati Boringhieri, 2007), “Dizionario della critica militante” (con Giuseppe Leonelli, Bompiani, 2007), “Meno letteratura, per favore” (BollatiBoringhieri, 2010), Pasolini (Il Mulino, 2012), “Poesia come esperienza. Una formazione nei versi” (Fazi, 2013) e “Roma è una bugia” (Laterza, 2014).

Nel mondo nuovo ognuno di noi è “indaffarato”: sia nell’ansioso tentativo di restare sempre connesso sia nel condividere, nello scambiarsi qualcosa. La cultura umanistica, ridotta a materia per specialisti e tradita da se stessa per aver giustificato la barbarie, interroga oggi la nostra concreta esistenza. La tradizione può tornare a parlare. Le sue parole, scritte sui muri della metropolitana e nello spazio immateriale della Rete, invocano di essere messe alla prova. Le nuove generazioni leggono poco, appaiono smemorate, fanno troppe cose simultaneamente e sono meno abili a manipolare la lingua, però chiedono alle idee di incarnarsi in pratiche di vita (altrimenti non vi si appassionano), e tentano di rideclinare il concetto di intelligenza (come coerenza tra ciò che uno dice e ciò che uno fa) e quello di impegno (legandolo al quotidiano, non all’ideologia). E almeno nelle minoranze più attive l’etica vissuta prevale sul “culturalismo” e sul sapere libresco, l’umanità tangibile su un umanesimo disincarnato, l’esempio concreto sulle idee astratte.

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