GROTTAMMARE – In occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio) l’Associazione Culturale Blow Up di Grottammare in collaborazione con il Comune di Grottammare propone, per giovedì 26 gennaio alle ore 21.15 presso la Sala Kursaal di Grottammare, la visione del film “Memorie – In viaggio verso Auchwitz” di Danilo Monte. Il regista decide di regalare al fratello Roberto, in occasione del suo trentesimo compleanno, un viaggio con destinazione il campo di sterminio di Auschwitz. Roberto ha sempre avuto una passione per la Storia e, in particolare, per lo studio dell’Olocausto. Roberto ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tra tossicodipendenza, comunità, clinica psichiatrica e comunità.

Il viaggio è l’occasione, secondo l’intenzione di Danilo, per riaprire un dialogo tra fratelli che hanno avuto un rapporto problematico. Mettere a nudo il proprio vissuto familiare e farlo utilizzando una macchina da presa senza alcuna pretesa di realizzare ‘belle’ inquadrature non è un’impresa facile. Riuscire poi a far sì che lo spettatore non si senta relegato nel ruolo di chi spia dal buco della serratura il difficile ‘privato’ di due fratelli è ancora più difficile.

Danilo Monte riesce nell’impresa perché ci offre un documento che fa dell’estrema sincerità il proprio stile di narrazione. Roberto non ha alcuna remora nel raccontare la propria inarrestabile insoddisfazione nei confronti di se stesso che lo porta a non potere/volere fare nulla per chi gli è vicino. Nelle sue parole, nei suoi gesti si legge un disagio profondo che si trasforma però in un eloquio pessimisticamente lucidissimo.

In questo on the road ferroviario gli scompartimenti diventano luoghi in cui i fratelli si confessano reciprocamente non nascondendo l’uno la sensazione di aver fatto tanto per l’altro (ivi compreso il regalo del viaggio) senza ottenerne nessun riconoscimento e l’altro la sensazione che tutto quanto gli viene offerto lo sia in fondo solo per farlo sentire inferiore e bisognoso dell’aiuto di chi pretende di essergli vicino (genitori compresi). Non amando se stesso poi (questa è la sua tesi) come può fare qualcosa per gli altri, fosse solo il riconoscimento dei loro sforzi? Con tutto questo Auschwitz, con il suo orrore che va al di là di ogni possibile parola, sembrerebbe non avere alcun rapporto al di là del puro interesse da appassionato di Storia.

Chi avrà la possibilità di vedere questo film, premiato al Torino Film Festival, avrà invece modo di scoprire come il contatto fisico con quel luogo offra a Roberto una possibilità di confronto e di incontro con se stesso inattesa ma fondamentale. Una di quelle che forse non cambiano il percorso di una vita ma sicuramente le offrono una prospettiva che sembrava impossibile fino a poco prima. Senza zuccherosi happy end. L’ingresso è libero.

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